Lo storione torna nel Po: la Canottieri Baldesio entra nella rete che ne seguirà gli spostamenti

Mercoledì 14 ottobre è stato installato nelle acque del Po, a ridosso della Canottieri Baldesio, un ricevitore acustico del progetto europeo Life Restore per il monitoraggio dello storione cobice

Da mercoledì 14 ottobre il Po davanti alla Canottieri Baldesio fa parte di una grande rete di “ascolto” scientifico. Nelle acque del fiume, a ridosso della nostra sede, è stato installato un ricevitore acustico del progetto europeo Life Restore. Il ricevitore seguirà gli spostamenti dello storione cobice (Acipenser naccarii) reintrodotto nei fiumi del Nord Italia. La Canottieri Baldesio ha aderito di buon grado allo studio: mettere il nostro tratto di fiume al servizio della ricerca è un modo concreto di prenderci cura del Po, che è la nostra casa da sempre.

Una specie da salvare

Lo storione cobice, conosciuto anche come storione dell’Adriatico, esiste solo in Italia. Un tempo era abbondante nel bacino padano, oggi è considerato a rischio critico di estinzione: in natura ne restano circa 700 esemplari. Life Restore vuole invertire la tendenza con ripopolamenti, tutela della diversità genetica, controllo delle principali minacce e una vasta rete di monitoraggio. L’obiettivo è portare nel tempo la popolazione selvatica a circa 14.000 individui, capaci di riprodursi in modo naturale e di autosostenersi.

Il progetto è coordinato dall’Università degli Studi di Padova e cofinanziato dal programma europeo Life. È iniziato il 1° settembre 2025 e durerà fino alla fine del 2031. Coinvolge università, enti di ricerca, aree protette e specialisti nella conservazione della fauna ittica. Interessa 13 fiumi e 45 siti della rete Natura 2000 in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte, con un investimento di oltre 10 milioni di euro. Nell’arco del progetto saranno rilasciati oltre 75.000 storioni cobice.

A cosa serve il ricevitore

Liberare nuovi esemplari non basta: bisogna capire che cosa succede dopo il rilascio. Dove vanno gli storioni? Quali ambienti preferiscono? Come si spostano nelle diverse stagioni? Del monitoraggio si occupa l’Università di Ferrara, con il gruppo del professor Giuseppe Castaldelli. «Sono state posizionate una serie di ricevitori acustici tramite i quali sarà possibile monitorare gli spostamenti degli storioni e capire in quali aree passano la maggior parte del tempo e dove preferiscono spostarsi durante i vari periodi dell’anno, per migrazione o per alimentazione», spiega il ricercatore Samuele Pagani.

Gli storioni rilasciati portano un trasmettitore, che viene rilevato quando passano vicino a uno dei ricevitori sparsi lungo la rete fluviale. I rilasci avvengono a monte. Il tratto cremonese dovrebbe essere soprattutto un luogo di passaggio verso il delta, ma lo diranno i dati quando cominceranno ad arrivare. «Queste informazioni saranno cruciali per aiutare nei futuri rilasci di questa specie», sottolinea Pagani.

Le altre azioni del progetto

Life Restore non si limita al rilascio e al monitoraggio. Dove è presente il siluro, specie invasiva che può predare gli storioni più giovani, verranno immessi esemplari più grandi. Lungo oltre 160 km di fiume sono previsti anche interventi per contenere il predatore. Il progetto prevede inoltre il supporto delle forze dell’ordine per sensibilizzare i pescatori: pescare lo storione è un reato penale. Chi dovesse catturarne uno per sbaglio deve rilasciarlo subito.

Prossimamente: un incontro per i soci

Stiamo organizzando alla Canottieri Baldesio un incontro con i ricercatori del progetto. Racconteranno la storia di questo pesce e del fiume che per secoli è stato la sua casa. Data e dettagli a breve sui nostri canali.